L’Agenzia delle Entrate può spiare nel tuo conto ed ecco che succede se scopre l’esistenza di soldi ricevuti da un parente o dai genitori.
Ricevere un aiuto economico da genitori, fratelli, nonni o altri familiari e non sapere come trattarlo è forse uno dei problemi più comuni che hanno molti giovani italiani, soprattutto se in quei soldi ci mette il naso il Fisco. Può trattarsi di un regalo, di un prestito o ancora una donazione liberale oppure un rimborso di una spesa anticipata: questi trasferimenti di denaro sono del tutto normali e non sono vietati dalla legge.

Qual è quindi il problema, vi starete chiedendo? La questione principale e seria è che in alcuni casi possono attirare l’attenzione del Fisco se non è chiaro da dove provengono o perché sono stati ricevuti. Insomma, i soldi potete anche riceverli, ma poi dovete giustificarli: il nodo sono i controlli che l’Agenzia delle Entrate può effettuare sui conti correnti dei contribuenti, attraverso un archivio chiamato Anagrafe dei rapporti finanziari.
Come funzionano i controlli del Fisco sui soldi ricevuti dai familiari
Si tratta – in poche parole – di un archivio attraverso il quale il Fisco interpella e banche e istituti finanziari comunicano periodicamente alcune informazioni sui conti dei clienti. Questi dati servono a confrontare i movimenti di denaro con quanto dichiarato nella dichiarazione dei redditi e se emergono versamenti o accrediti che non sembrano compatibili con il reddito dichiarato, può partire un controllo fiscale.

In questi casi entra in gioco quello che viene chiamato “presunzione di reddito”: quando sul conto arriva una somma di denaro e il contribuente non riesce a spiegare da dove proviene, l’amministrazione può considerarla come un reddito non dichiarato, quindi quella somma potrebbe essere tassata, con l’aggiunta di sanzioni e interessi. Su questo principio di base, non fa differenza tra soldi ricevuti da sconosciuti e quelli ricevuti da parenti.
Come fare per evitare i controlli del Fisco: la risposta è semplice
Cosa significa questo? Se il bonifico arriva da un genitore, da un fratello o da un altro familiare può essere oggetto di verifica se non è chiaro il motivo del trasferimento. Ma state tranquilli: nella vita quotidiana molti passaggi di denaro tra familiari sono perfettamente leciti, parliamo di tutte quelle situazioni in cui non si tratta di reddito vero e proprio, ma di semplici aiuti familiari o regolazioni tra persone che si conoscono.

Il problema nasce quando non esiste alcuna prova che spieghi l’origine del denaro: per questo motivo è sempre consigliabile usare strumenti tracciabili, come bonifici bancari, e scrivere una causale chiara. Ad esempio si può indicare: “regalo familiare”, “prestito infruttifero”, “rimborso spese” e altre diciture simili per evitare controlli che vi mettano nei guai, ma chiaramente quanto più una descrizione è precisa, tanto più aiuta a dimostrare che non si tratta di un guadagno.





